IL MAGGIORDOMO STRAPARLA

 

Sandro Bondi (nato a Firenze il 14 maggio 1959) è un noto politicante: ex appartenente al partito revisionista, per il quale ha ricoperto anche la carica di sindaco di Fivizzano (Ms), è stato ministro dei Beni e delle Attività culturali - si ricorderà che sotto la sua reggenza hanno avuto luogo numerosi crolli di vestigia dell’epoca romana, soprattutto nell’area di Pompei (Na) - ed attualmente svolge l’attività di consigliere, e leccac… personale, del Delinquente di Arcore.

Questo ‘signore’, come tutti coloro che militano a certi livelli nella stessa co… (pardon, formazione politica),  ha veramente la faccia di tolla: a seguito della sentenza della suprema Corte di Cassazione, che ha condannato il Criminale Lombardo a quattro anni di galera per il reato di frode fiscale, ha il coraggio di paventare - lo fa con una lettera, pubblicata domenica quattro agosto, alla discarica di rifiuti tossici denominata il Giornale - una “nuova forma di guerra civile”.

Ecco il suo esatto pensiero: “o si trova una soluzione politica che ripristini un normale equilibrio fra i poteri dello Stato, gravemente alterato dalla magistratura, e si restituisce l'agibilità politica al leader del maggior partito italiano, oppure c'è il rischio - il rischio - di una nuova forma di guerra civile”.

Lo schifoso maggiordomo di casa del Corruttore Milanese non sa di cosa parla: il suo è solo uno sproloquio degno di essere sanzionato con qualche decennio di galera per il reato di istigazione al rovesciamento dell’ordine democratico borghese; altro che il presunto terrorismo dei NO TAV valsusini.

Quanto da lui scritto, peraltro, è pure falso; il Popolo della Libertà non è affatto né il primo, né il secondo, e neppure il terzo dei partiti italiani, che invece sono, nell’ordine: il rifiuto del voto, il Partito (sedicente) Democratico, ed il Movimento Cinque Stelle.

Inoltre, avendo giurato in tempi remoti sulla Costituzione della Repubblica Italiana, lo schifoso essere dovrebbe sapere che ricoprire la carica di deputato o senatore non concede ad alcuno l’impunità assoluta: se uno compie reati deve essere sanzionato come un qualunque cittadino.

Il suo padrone è stato giudicato colpevole, nell’ordine, di essere:  un ladro (di soldi della comunità) certificato insindacabilmente dalla più alta autorità giudiziaria, un corruttore, un concussore, un istigatore alla prostituzione minorile e non solo; ce n’è abbastanza per condannarlo ad alcuni secoli di galera, altro che fare ridicole manifestazioni - di gente prezzolata per essere lì - davanti a casa sua, protetti dalle ‘forze dell’ordine’ pagate profumatamente con i soldi della collettività.

Domenica quattro agosto sera i siti web dei quotidiani forzitalioti davano la dimensione esatta del completo fallimento della intemerata di cui sopra: il Giornale - per non apparire oltremodo ridicolo - si deve accontentare di scrivere “centinaia di persone al sit-in del Pdl”, mentre Libero non menziona numeri, e il Foglio fa finta di non sapere dell’esistenza della pagliacciata in questione (peraltro anche illegale, visto che il palco di via del Plebiscito non ha ricevuto nessun permesso per essere montato).

Viene da domandarsi con quale faccia tale ‘signor’ Donato Bruno, avvocato costituzionalista, possa affermare di aver portato sessanta autobus dalla Puglia: o erano completamente vuoti, o non si comprende come ciò sia possibile, visto che non era presente neppure un numero sufficiente a contare tutti gli autisti dei cinquecento autobus annunciati, e forse neppure per raggiungere quello dei parlamentari forzitalioti.

Viste le ‘folle oceaniche’ che erano in piazza, la tanto evocata guerra civile la vince a mani basse la parte sana del Paese: bastano dieci celerini che insegnano loro un po’ di sana ‘democrazia borghese’; sono certo che basterebbero due bastonate ben assestate, e non penserebbero neppure più a proferire certe str...ate.

 

Genova, 05 agosto 2013

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova

 

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